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SCHIZOFRENIA DI UN
ATTORE: Intervista all'autore-attore
Da: IL TEMPO
Cinema di denuncia all'Azzurro Scipioni

LA CREATIVITA' SI ESPRIME
ANCHE CON POCHE LIRE
di Alberto di Majo
"Il cinema, di questo mio cinema,
che tanto amo fatto di immagini e di misteri è
in esilio oltre i confini dell'industria e della mediocrità,
lo andremo a riprendere prima o poi con tutti gli onori
della gloria, Solennemente, e allora gli schermi torneranno
vivi".
E' questa la filosofia di Silvano Agosti
patron dell'Azzurro Scipioni, cinema delle rassegne
di nuovi e vecchi film indimenticati. E' qui che finisce,
per così dire, l'esilio di una parte del cinema.
Giovedì scorso è stato proiettato "Schizofrenia
di un attore" di Franco Garofalo. Una pellicola di
35 minuti, vibrante e significativa che, senza mezzi ad
alta tecnologia, seppure con musiche dirette da Ennio
Morricone, raggiunge un fine preciso. E' una denuncia
contro il cinema che ostenta il riconoscimento con il
pubblico, contro le "anime belle" che livellano
le pellicole a standard commerciali. Una denuncia di Garofalo
(che ne è non solo il regista ma anche l'attore
protagonista) contro chi ha plagiato, anni fa, il suo
film.
La vendetta di un attore schizofrenico nei confronti della
critica e del pubblico, a favore di quanti restano vinti
dal sistema corrotto.
Da dove nasce il suo film?
"Quindici anni fa dovetti smettere, per ragioni familiari,
di fare l'attore e scissi con amarezza questa sceneggiatura.
Per caso fortuito, e sfortunato, essa capitò nelle
mani di una celebre attrice e un anno dopo ritrovai il
mio soggetto rappresentato da altri, che disponevano di
mezzi economici che a me erano stati negati. Ho ripreso
il film nel '94 e l'ho realizzato con rabbia così
come è ora".
Come vede il futuro del cinema italiano?
"Finchè ci sarà questo sperpero
di denaro pubblico nelle mani di artisti senza creatività,
non vedo vie d'uscita" .
Ad un certo punto il suo attore schizofrenico dice
al simbolico antagonista: "Perchè mi guardi
se non puoi vedere. Io sono libero" E' un riscatto?
Hanno detto del film:
Silvano Agosti (Patron Azzurro
Scipioni)
E' una importante operazione culturale sul teatro
Franz Cerani (Direttore Artistico
Festival "Corto Circuito")
Un film originale, strano, interessante ..........
Rai Cinema
Non capita spesso di vedere un film sul teatro
che parla un linguaggio con tagli e ritmi cinematografici
Rodolfo (Critico d'Arte)
Nonostante abbiamo avuto forti influenze dal surrealismo del cinema tedesco del secolo scorso e dal cinema emergente del centro-america e dai nuovi filoni orientali, non posso fare a meno di apprezzare il "vedere oltre" che traspare dalle scene della sua opera, cosi mistica, intensa, e riflessiva allo stesso tempo. Se c'è una perplessità che si può riscontrare nel suo lavoro, è a mio parere il suo modo di celare il peso del suo personaggio dentro una visione fatta di sguardi rubati, di presenze invisibili, di ascenzioni veneree spontanee ma allo stesso tempo consciamente vissute.
Nella mia perenne immersione nei pensieri che esplorano le arti, la sua espressione rimane stella polare nell'universo dell'immensità cinefila.
Con rispetto La Invito ad andare oltre nella sua opera di evoluzione del pensiero.
L'autore
La tendenza alla spiegazione da parte dell'autore esclude
automaticamente l'entità misteriosa ed autoreferenziale
dell'opera
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